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Rododendro, che brutta fine che hai fatto....una volta eri solo un bel fiore pieno di colori e tutto profumato !!!!

28/07/2021 di Silvia Morghen

Forse sarò una persona particolarmente fortunata, o forse nella mia vita ho imparato tante cose, certo è che non posso fare a meno di pensare alla brutta fine che ha fatto il Rododendro.
Una volta si faceva ammirare, essendo un bel fiore pieno di colori.
Rododendro
Oggi, invece, non c'è proprio niente da fare : è diventato l'identikit, affatto lusinghiero, delle anime perse che vanno sotto il nome di narcisisti patologici.

Il nostro personaggio da tragica operetta hai voglia a sforzarsi di passare da asettico e distaccato.
E' un soggetto pieno di inquietudini e di pensieri che ripete all'infinito oramai diventati ossessivi ed io non mi stupisco per nulla, avendo puntato su una vita ricca e piena di sentimenti ed emozioni e quotidiane soddisfazioni personali, che qualcuno, che ha una vita fatta di niente possa avvertire il peso del vuoto cosmico in cui ha scelto di affogare, e finisca per 'riempire' le sue giornate a rodersi dentro senza sosta e senza tregua...

Vi lascio con un altro video di Serena Fumaria che, con la sua solita sensibilità e la sua capacità comunicativa, ci racconta cosa possa avvenire nel mare in tempesta del pozzo della solitudine che rappresenta il centro della vita di un narcisista.






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Quel puff....che non è quello di Fantozzi

27/07/2021 di Silvia Morghen

Vi è mai capitato di notare che una persona con la quale vi frequentate tutto ad un tratto fa puff....? E non si tratta del megacuscinone contrario a qualsiasi forma di comodità che è diventato un cult nella tragicomica saga del ragionier Fantozzi.....


La 'sindrome del puff' ha un termine inglese che la identifica nell'oscenario del narcisista patologico :
Ghosting

Le scuse più smaccate, che tanto lui o lei vogliono a tutti i costi farsi sgamare, sono :
1) E' caduta la linea
2) Mi sono addormentato/a
3) Devo fare quella cosa che ti dicevo (umh...quando? durante una seduta spiritica ????)
4) Ti richiamo dopo quando mi libero (e, poverino/a....il Tribunale della Libertà dopo svariate ore non si deve essere ancora pronunciato.... 🤭)
5) Etc.

Quello che mi è capitato spesso, in queste situazioni, visto che ho sempre tante cose da fare, è sorridere, tra me e me, al solo pensiero che mentre lui/lei dall'altra parte mi immagina preoccupata e in preda a chissà quale angoscia strisciante, io dalla mia tiro un sospiro di sollievo, e dico a me stessa :

Per fortuna che per un po' non ce lo troviamo tra le scatole!!!!

Per approfondire vi consiglio di leggere queste poche righe che vi potranno, ne sono certa e ve lo auguro, arrivare più o meno alle mie stesse conclusioni : eddai, che pure oggi finalmente si è 'puffato'...




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Ma perché non vai a socializzare ?

26/07/2021 di Silvia Morghen

La frase è quella pronunciata da un James Garner d'annata nel film di Blake Edwards Victor Victoria per dire alla sua amante sgallettata 'Ma perché non ti vai a fare un giro, così ti togli dalle scatole?'.

E' ufficiale : per me è diventato un nuovo mantra, ma soprattutto la frase scappatoia da pronunciare, perlomeno tra me e me, quando mi ritrovo di fronte quei bei tomi che......siccome probabilmente non c'hanno niente da fare nella loro vita vuota e di plastica, hanno 'na passione smodata per la polemica inutile e il contrasto dialettico con cui vanno alla ricerca del loro quotidiano alimento preferito :

IL NUTRIMENTO NARCISISTICO

Io, per carità, sono una persona che non si tira indietro da confronti e spiegazioni, credendo profondamente che le situazioni sia sempre meglio affrontarle e risolvere.

Ma da brava persona pragmatica, che c'ha pure un bel po' di cosette da fare nella vita, tra le quali vivere intensamente e stare bene bene bene, sono arrivata a quel grado di consapevolezza su quello che desidero e considero importante, che non ho più voglia di stare al gioco dei giri di peppe che fanno con le parole, vuote, inutili e sempre troppo stereotipate, 'sti personaggi da operetta decadente e drammatica che sarebbero capaci di andare avanti pure per ore.


E poi non me lo toglie proprio nessuno, né dalla mia testa né dal mio cuore, che è tutto un film diverso rispetto a farsi una sana risata insieme e con l'altra persona saperci ragionare.



Se avete bisogno di ulteriori suggerimenti, vi invito a seguire questo video di Serena Fumaria, in cui spiega per filo e per segno perché certa gente debba essere mandata a socializzare.......😜






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E' troppo bello per essere vero.....appunto

25/07/2021 di Silvia Morghen

Questa frase, che campeggia anche in una canzone di Claudio Baglioni, dovrebbe in realtà diventarci estranea, da non farci più venire in mente di pronunciarla, soprattutto in amore....

Ma perché, non sono forse più belle le cose vere ?

Certo che sì.

E allora smettiamola di andare alla ricerca, o comunque di farci bellamente infinocchiare, da chi ce lo dice, o vuole farcelo credere, al solo scopo di rimpinzarci inizialmente di un bombardamento d'amore che ha già la malevola e perversa data di scadenza stampigliata sopra.

Basterebbe intanto ricordare che le favole, nella loro concezione iniziale, avevano lo scopo di metterci in guardia dal lupo cattivo e farci capire il senso delle cose.

Lo hanno denominato Love Bombing, bombardamento d'amore, perché è l'artiglieria pesante con la quale veniamo attirati in una storia che non avrà futuro, ma solo un presente di dolore, incomprensioni, contrasti che con l'amore, quello vero, non hanno nulla a che vedere.....

Sarà per noi una vera droga che provoca la peggiore delle astinenze e che ci terrà incollati, come con il bostick, a qualcuno che ci ha scelto appositamente e per farci del male.....e di questo nutrirsi...

Vi consiglio di leggere come Davide Algeri, descrive, in maniera chiara e efficace, cosa sia il Love Bombing e come si possa cercare di individuarlo per poter arrivare a dire :
E' troppo bello per non essere falso

Castello delle favole




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Gaslighting

24/07/2021 di Silvia Morghen

Ingrid Bergman è stata una delle attrici che ho amato di più nel passato perché la mia mamma da giovane, e c'è la foto in bianco e nero del suo matrimonio che lo testimonia, le somigliava tanto.
E ricordo pure che mi aveva colpito tanto, ed ero davvero piccola, l'interpretazione che aveva fatto nella pellicola di George Cukor Angoscia.

Pensate che coincidenza incredibile mi deve essere sembrata scoprire che il titolo originale del film, Gaslight, sia stato utilizzato per definire una delle cose più orribili che i nostri begli 'amici' fanno alle persone con le quali entrano, purtroppo per loro in contatto.....

Ricordate la trama di 'Angoscia' : il marito inizia a far accadere dentro casa fatti strani, a nascondere cose, a negare situazioni accadute, e ad abbassare le luci, che erano alimentate a gas (gaslighting)....con lo scopo preciso di farla dubitare di quello che vede, di quello che succede davanti ai suoi occchi, di farla a poco a poco impazzire, per poterla internare e mettere le mani sul suo patrimonio......
GaslightingIl gaslighting è uno degli strumenti più perversi, consiste in bugie, negazione di fatti accaduti, invenzioni di cose dette, usate magari anche come pretesto per discutere e rimanerci male, ovviamente anche per per avere la scusa per allontanarsi e farsi i fattacci suoi, o magari anche 'solo' per somministrare la tortura del silenzio, ma viene comunque utilizzato sicuramente anche per questo :
far dubitare, far impazzire.
La sensazione che può provare la persona che lo subisce è quella di due mani che si avvinghiano alla testa, una che stringe da una parte una dall'altra, con quella strana sensazione di sottofondo, fastidiosa come un white noise, che la persona sulla quale dovresti poter fare più affidamento sia coinvolta in quello che ti sta succedendo e non ci vorresti mai credere....

Vi consiglio di vedere questo video di Serena Fumaria che spiega il suo punto di vista su tale perversa pratica






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